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Stalking a Matera, arresti domiciliari per un giovane di 25 anni

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Nel pomeriggio di ieri, i militari della Stazione Carabinieri di Matera hanno eseguito la misura di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Matera – Ufficio del G.I.P., nei confronti di un giovane materano di 25 anni ritenuto responsabile del reato di “stalking” e di lesioni personali ai danni della ex fidanzata.

Già nell’ottobre dello scorso anno, al giovane era stata notificata un’ordinanza cautelare personale di inibitoria in relazione ad atti persecutori (art. 612 bis c.p. “stalking”), all’epoca primo provvedimento del genere emesso nel capoluogo, con cui veniva fatto divieto al soggetto di avvicinarsi e/o contattare in qualsiasi modo l’ex fidanzata e la propria famiglia, nonché il luogo di residenza, il domicilio e la sede lavorativa. Il provvedimento scaturiva da una approfondita attività di indagine svolta dai Carabinieri in maniera puntuale ma discreta, come la delicata materia richiede, finalizzata alla raccolta di una cospicua serie di elementi probanti le vessazioni, le molestie nonché lo stato di tormento ed angoscia in cui la vittima era versata a seguito della mai accettata interruzione della relazione sentimentale da parte dell’ex fidanzato, il quale aveva cominciato a perseguitarla causandole un serio timore per l’incolumità personale e dei propri familiari, fino a condizionarne e modificarne le abitudini di vita. La vittima era stata bersagliata di telefonate, minacciata, controllata nei movimenti, costretta a seguire il proprio persecutore contro la propria volontà, anche abbandonando il luogo di lavoro. Alcuni episodi di violenza si sono persino verificati sotto gli occhi dei familiari della ragazza. I militari della Stazione Carabinieri di Matera, oltre a fornire costante assistenza e vicinanza alla giovane donna, consapevoli della pericolosità dell’ex fidanzato, hanno continuato a monitorarne il comportamento e l’osservanza al primo provvedimento, di cui una singola violazione avrebbe comportato inevitabilmente l’arresto concretizzatosi appunto ieri. L’applicazione della misura cautelare, che si spera possa agevolare la vittima nel lento percorso di ripristino della serenità nella vita privata, deve servire anche da incoraggiamento a tutte quelle donne che in situazioni analoghe, purtroppo molto diffuse, non denunciano per vergogna continuando a sopportare in silenzio le pesanti vessazioni. Il Comando Provinciale di Matera, che già da tempo ha istituito una squadra specializzata nella materia, affidandola ad un Ufficiale donna che in virtù della sensibilità femminile è agevolata nell’instaurare un dialogo che metta a proprio agio le vittime vincendo ritrosie, timori o vergogna, in una cornice di comprensione, partecipazione emotiva e rispetto assoluto della privacy, rinnova l’assoluta costante disponibilità a tutte quelle donne che vivano la stessa situazione di violenza e soprusi, dalla quale si può uscire se opportunamente affiancate e seguite dopo la denuncia.